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I professori

Quanto è conciliabile l’azione amministrativa con le alte enunciazioni di principio e le colte declamazioni quando di mezzo vi è la più prosaica delle contingenze, reperire fondi regionali?

L’assessore Lenoci, in un comunicato stampa del 22 gennaio che conserviamo come un cimelio, sosteneva, nell’elencare e stroncare un corposo insieme di guai lasciati dalla vecchia amministrazione soprattutto nella materia di cui è titolare, che la “situazione delle aree produttive della città non è messa meglio di quella residenziale e dei servizi. Il PUG individua numerose aree produttive, posizionate anche molto distanti tra loro senza una strategia per la loro localizzazione (che andrebbe individuata in base all’accessibilità e possibilità di realizzare filiere produttive)”. Bene, brava, sette più, direbbero Cochi e Renato.
Il 24 gennaio passa però una delibera di Giunta che in oggetto ha: Manifestazione di interesse finalizzata alla localizzazione di impianti destinati al trattamento e recupero di vetro riveniente da raccolta differenziata. Nulla di male o di deprecabile nel partecipare ad un bando in cui un ente si mostra disponibile ad ospitare un centro di raccolta e trattamento del vetro. Un impianto industriale che si insedia in una zona industriale, una delle tante che Canosa ospita, almeno sulla carta. La stranezza sta nel fatto che esattamente due giorni prima, proprio l’assessore Lenoci aveva criticato aspramente le scelte del passato in materia di localizzazione delle aree produttive, non lasciando intendere, però, quale fosse realmente la loro proposta. Se di aree industriali ce ne sono tante e ciò per la Professoressa non va bene, sarebbe interessante scoprire quali di queste andrebbero soppresse e quali sarebbero da salvare. Se l’assessore è d’accordo nel proporre alla Regione Puglia l’area di Loconia per un centro di raccolta e di riciclaggio del vetro, dovendo ella stessa essere coerente con i suoi enunciati, si dovrebbe intendere che l’indirizzo dell’Amministrazione pentastellata è quella di qualificare nel futuro Loconia come unica area per insediamenti produttivi. Rimane da chiarire un piccolo dubbio: l’accesibilità. La S.S. 93, infatti, è in sé una strada alquanto pericolosa, sede di incidenti. Stressarla ulteriormente con un traffico veicolare pesante come quello di camion che provengono dai luoghi più disparati, quanto inciderebbe sulla sua sicurezza già alquanto compromessa? Inoltre la professoressa tiene alla possibilità di realizzare filiere produttive. E’ chiaro che se si introduce quella del riciclo del vetro, non si potrà dire no ad un’altra eventuale del compostaggio, ad esempio, visto che la filiera è sempre quella. Nulla di male, solo che quelli dell’altra filiera, quella agricola e alimentare, potrebbero non essere completamente d’accordo ed esultare assai poco di fronte ad un’ipotesi di questo tipo.

Sabino Saccinto

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Pubblicato il 27/01/2018 h 19:34:43
Modificato il 27/01/2018 h 21:51:03

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